La Storia: un romanzo antifascista

Cosa si commemora oggi, 25 aprile

Oggi è il 25 aprile, Festa della Liberazione. In quel giorno del 1945 i soldati nazisti e fascisti si ritirarono da Milano e Torino, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere il controllo delle città. La liberazione dell’Italia era iniziata con lo sbarco degli alleati in Sicilia il 9 luglio del 1943, e pian piano risalì la nostra penisola per liberarla dal dominio dei nazisti.

Come inizia il romanzo “La Storia”

Il romanzo “La Storia” della scrittrice Elsa Morante inizia in questo modo:

“Un giorno del gennaio dell’anno
1941
Un soldato tedesco camminava
nel quartiere di San Lorenzo a Roma.
Sapeva 4 parole in tutto d’italiano
e del mondo sapeva poco o niente.
Di nome si chiamava Gunther.
Il cognome rimane sconosciuto”

Ci troviamo perciò nella città di Roma, occupata dai nazisti, e sulla scena vediamo un giovane tedesco in divisa, forse poco più che adolescente, che cammina ubriaco per le vie del quartiere San Lorenzo in cerca di una prostituta.

La protagonista, Ida Ramundo

Non trova nessun postribolo ma si imbatte in Ida Ramundo, la protagonista della nostra storia. Ida è vedova e ha un figlio della stessa età del soldato che si chiama Nino. Di professione fa la maestra. Oltre a questo, è per metà di origine ebrea, dalla parte di madre, e questo la rende in una condizione di pericolo ancora maggiore. Viene descritta come una donna più che adulta (almeno, per l’epoca), abbruttita e con il corpo sformato.

Ma per il giovane soldato è una preda perfetta: sale con lei in casa e le usa violenza. Si trattiene con lei per diverse ore e la abbandona solo alla sera, quando il figlio Nino sta per rientrare. A seguito di questo stupro Ida rimarrà incinta e darà alla luce Useppe, che partorirà di nascosto con l’aiuto di una levatrice ebrea.

Perché è un romanzo antifascista?

Il romanzo racconta di fatti avvenuti tra il 1941 appunto, e il 1947 e mostra ciò che la popolazione italiana ha subito a causa del nazifascismo: le leggi razziali e la deportazione degli ebrei, le violenze e uccisioni da parte degli occupanti tedeschi, i bombardamenti e il gran numero di sfollati (tra cui ci saranno anche la nostra Ida e Useppe), la resistenza e la guerra civile, i figli partiti per la guerra e mai più tornati.

Oggi c’è ancora chi dice: “Il duce ha fatto anche cose buone”, riferendosi magari ad alcune tutele concesse alla popolazione come la pensione. Se avete letto o leggerete questo romanzo, vi renderete conto di cosa sia stato il fascismo in Italia per la gente comune, di quale tragedia abbia comportato per il nostro paese. E ancor più per le donne, soggette ad una violenza senza freni, dalla quale non potevano sperare di essere protette in alcun modo.

Anche se il romanzo non prende mai apertamente posizione verso il fascismo, tuttavia ci mostra tutta l’assurdità e l’insensatezza della sua propaganda e con amaro sarcasmo ci rende chiaro come questa pagina della nostra storia abbia rappresentato innanzitutto l’illusione di alcuni, di cui tutti però, alla fine, hanno pagato un prezzo altissimo.

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