
“Come tutti, nessuno resta davvero, l’infanzia è un paese da cui si parte sempre, anche rimanendo tutta la vita nello stesso posto”.
L’estate è spesso quel momento dell’anno in cui ritornare: ai luoghi che più abbiamo amato, dove magari abbiamo trascorso le vacanze da bambini, alle persone care, per passare più tempo insieme finalmente. Il ritorno può essere anche il ricordo di persone e situazioni che non ci sono più, e allora ecco che proviamo la nostalgia, il dolore per un ritorno impossibile.
La protagonista di questo romanzo, Selene, ha vissuto per diversi anni in un ashram in Puglia, così come la sua autrice. Che cos’è un ashram esattamente? È una comunità i cui membri condividono la vita quotidiana in virtù della comunanza spirituale che li lega. Da adolescente poi, si è trasferita a Milano per decisione della madre, e qui ha studiato e iniziato la sua vita da adulta.
All’inizio della storia è la proprietaria di un ristorante di cucina al vapore che va malissimo ed è sull’orlo del fallimento. Del resto, questo posto non le somiglia nemmeno un po’, la sua idea era infatti di aprire una trattoria di cucina casalinga, ma la paura di fallire e i cattivi consigli su cosa davvero funziona l’hanno portata a questo punto.
Selene si trova la sera a casa sola e insoddisfatta di sé, e decide, quasi d’impulso, di ritornare in Puglia, nel luogo in cui era stata davvero felice per ritrovare i suoi amici e la sua tata Flora, e in fondo, un po’ anche sé stessa.
La sua vita è stata una ribellione continua ai diktat della nostra società, che cui vuole sempre tutti belli, ricchi e produttivi, all’ossessione della performance, del successo a tutti i costi, che spesso ci fa perdere il contatto con i nostri desideri e ci porta ad essere infelici.
Ritornare alla sua radice le fa incontrare nuovamente le persone che hanno lasciato un segno nella sua vita, e le fa provare quel senso di appartenenza e solidarietà che aveva perso in città.
Ma la vera scoperta di questo viaggio è che “tutto il bello che ci aspetta” non è un in una vita differente, bensì nell’amare la propria vita così com’è, perché non avrebbe potuto essere diversa da com’è stata, anche se Selene avesse fatto scelte diverse.
“Tutto il bello che ci aspetta” è un romanzo sulla ricerca della felicità, dell’autenticità di sé che affronta questi temi in modo lieve ma profondo, una storia che scorre con leggerezza e fa bene al cuore.


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